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martedì 6 agosto 2013

Zagor 628: Il ponte sull'abisso

Numero interlocutorio questo Zagor 628, con una storia che si chiude e un'altra che inizia. Zagor è sempre sulle tracce di Dexter Green e, conclusa in maniera spettacolare la stupenda avventura nel Mato Grosso, si appresta ora nientemeno che a valicare le Ande per dirigersi dall'Argentina verso il Cile.
Soggetto e sceneggiatura de' Il ponte sull'abisso sono a firma di Moreno Burattini, mentre le matite sono di Gianni Sedioli. La storia inizia bene, si distingue per grazia stilistica, sensibilità e delicatezza di esposizione. C'è chiaramente notevole impegno e attenzione nella stesura di un racconto che nel migliore, perfetto, stile zagoriano, miscela verità storica e fantasia, scienza e immaginazione. Guest star nientemeno che il grande, geniale scienziato e naturalista Charles Darwin. La cornice è quella suggestiva e incantevole delle Ande, altissime vette e spettacolari vulcani. Puntuale, qualcosa di magnificamente strano sta per succedere, coinvolgendo Zagor (e il fido Cico), c'è da giurarci, in primissima persona.
Un'osservazione: il leggendario urlo di Zagor andrebbe forse usato con maggiore parsimonia, e in quelle situazioni al culmine della tensione narrativa (come, per esempio, nel numero 627 quando Zagor ha fatto ingresso nell'arena con i dinosauri...). Il rischio, altrimenti, è di inflazionarlo e svalutarlo, disinnescando il suo grande potenziale emozionale.
Per il resto, non c'è che da leggere avidamente, godersi il lavoro eccellente di questi autori in stato di grazia e attendere settembre per il n. 629. Ci sarà da divertirsi.

Zagor 626 e Zagor 627

Che numeri questi Zagor 626 e 627 di giugno e luglio (Mauro Boselli, Michele Rubini; cover di Gallieno Ferri).
Zagor ancora in trasferta sudamericana, nel Mato Grosso, in Brasile. Azione, fantasia, scenari a dir poco suggestivi, senso dello spettacolo, tempi perfetti, ottimi ritmi, davvero una lettura che mi ha lasciato molto soddisfatto. E, al centro, specialmente nel n. 627, uno Zagor spettacolare, eroe più che mai. All'apice della storia, un'entrata in scena da pelle d'oca.
Complimenti all'autore, Mauro Boselli e all'ottimo disegnatore, Michele Rubini.
Ragazzi, i bei fumetti li abbiamo in Italia, non c'è che dire. Altro che crisi e flessione del fumetto Bonelli; a me Zagor sembra qualitativamente in ascesa e in ottima salute. Personalmente, chapeau a questi autori, davvero.